amarone

Vino Amarone: evento anteprima a Verona | Gennaio 2017

13° ANTEPRIMA AMARONE

E’ un evento da non perdere a Verona nelle giornate:

30 Gennaio 2017 – dalle 16:00 alle 19:00
31 Gennaio 2017 – dalle ore 10:00 alle 18:00

Si potrà degustare l’Amarone prodotto da varie aziende, il tutto presso il Palazzo della Gran Guardia. La degustazione si concentrerà sull’annata 2012. Tutte le info le trovate sul sito www.anteprimaamarone.it dove potrete acquistare il biglietto direttamente. Il costo è di 30 euro, ma ne vale assolutamente la pena. Location e vino Amarone saranno un’accoppiata da non perdere.

Ne approfitto per parlarvi brevemente e per sommi capi dell’Amarone e del suo metodo di produzione. E’ un vino legata alla terra della Valpolicella, e oggi è considerato uno dei vini più prestigiosi a livello internazionale. Per ripercorrere un po’ di storia, vi dico solo che l’Amarone nasce da un’evoluzione del Recioto, vino tra i più antichi della nostra storia vitivinicola. Nel quarto secolo dopo Cristo, Cassiodoro, ministro di Teodorico, re dei Visigoti, descrive in una lettera un vino ottenuto con una speciale tecnica d’appassimento delle uve, chiamato allora Acinatico, prodotto in quel territorio denominato Valpolicella (nome che secondo alcuni deriverebbe dal latino “Vallis-polis-cellae” e potrebbe significare “Valli dalle molte cantine”). Le uve utilizzate sono la Corvina (dal 45 al 95%, ed è permessa la presenza del Corvinone nella misura massima del 50%, in sostituzione di una pari percentuale di Corvina), e la Rondinella dal 5 al 30%. amaroneLa tecnica di produzione dell’Amarone è semplice ma decisamente diversa da quelle che si conoscono per la vinificazione di un vino rosso. Le uve una volta raccolte vengono disposte a strati su delle canne o dentro le cassette di legno, per fare meglio circolare l’aria, e tenute in locali areati. Questo è un momento delicatissimo. Talvolta infatti, durante questo periodo che serve a fare appassire le uve, in situazioni dove l’umidità del clima potrebbe creare dei danni alle uve, pregiudicandone la sanità, si rende necessario ricorrere all’ausilio di impianti di condizionamento ambientale, purché operanti a temperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi tradizionali. Ultimato l’appassimento, dopo un ulteriore, attento controllo, le uve sono sottoposte a pigiatura. Attualmente in Valpolicella sono utilizzati due diversi metodi di vinificazione, il primo, di stampo tradizionale, svolto a temperature naturali, e quindi molto basse, visto il momento (i mesi di gennaio e febbraio) in cui si svolge, e un lungo periodo di contatto con le bucce che può protrarsi per alcuni mesi. Questo sistema consente di ottenere un vino che richiede successivamente tempi d’affinamento, in botte ed in bottiglia, decisamente più lunghi, ma che regala grandi emozioni e un caratteristico gusto anche con un invecchiamento di parecchi anni. Il secondo metodo, più moderno, prevede l’ausilio di particolari vinificatori e quindi la possibilità di controllare e gestire le temperature di fermentazione, di rompere e muovere la vinaccia, e offre l’opportunità di ottenere, già in gioventù, vini più morbidi e dall’accentuato carattere fruttato, che possono essere apprezzati dal consumatore in tempi più brevi e con un minor tempo di permanenza dei vini in cantina. Completamento naturale di entrambi i metodi è l’affinamento dei vini in contenitori di legno, che variano dalle grandi botti di rovere di Slavonia alle piccole botti di rovere francese da 225-300 litri, che favoriscono una più rapida maturazione dei vini e fissano il colore. Subito dopo la permanenza in botte, dopo l’imbottigliamento, un ulteriore periodo d’affinamento in vetro, nelle cantine di produzione, prima della commercializzazione. L’unico consiglio che mi sento di darvi è di non limitarsi ai soliti nomi noti di produttori, spingetevi più in la e andate alla ricerca di piccole cantine, potreste rimanere sorpresi e innamorarvi.

 

Se vuoi aggiungere l’evento alla tua agenda personale, fai il download del file .ics cliccando sull’icona del calendario sottostante.

 

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