Riserva Classico o Superiore

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Mi permetto di scrivere un articolo veloce e rapido su alcune diciture che troviamo sull’etichetta del vino. Ci immobilizziamo di fronte ad un vino? L’etichetta ci mette soggezione? Uno alla volta sveleremo i segreti che sembrano ostacolare e confondere le idee. Partiamo con le scritte , e ? Che differenza c’è tra un Chianti e un Chianti Classico? E un rosso classico superiore? o un classico riserva?

Proviamo a fare chiarezza

 

Queste diciture innanzitutto si riferiscono solo a vini DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita)

 

 “Classico” è un vino prodotto in una zona di origine più antica nell’ ambito della stessa zona di produzione viticola. Per esempio Chianti “Riserva” si riferisce alle zone storiche del Chianti

Gaiole, Radda e Castellina. Dal punto di vista enologico, queste tre località rappresentano oggi il cosiddetto Chianti Storico, tuttavia la zona definita come “Chianti Classico” è ben più vasta e interessa anche altre località della provincia di Firenze e Siena. Le bottiglie dei vini appartenenti al Chianti Classico – zona a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita (DOCG) – sono sempre contraddistinti dal famoso simbolo del Gallo Nero

Superiore si riferisce ai vini prodotti seguendo disciplinari più stringenti e che hanno una gradazione alcolica più elevata rispetto alla tipologia di base dello stesso vino che non reca la menzione “Superiore”.

Riserva: Si tratta del periodo in cui il vino si affina in bottiglia o nella botte. Per legge alcuni vini possono essere messi in vendita solo dopo aver trascorso un determinato periodo di riposo o “affinamento”. Per fare un esempio, il vino DOCG Nobile di Montepulciano per essere definito Riserva deve essere affinato per 3 anni contro i 2 anni canonici e deve avere una gradazione di 12.5° contro i 12° del Montepulciano DOCG base, solo quando soddisfa queste caratteristiche il vino viene definito Riserva e ha quindi un pregio maggiore.

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